martedì 29 ottobre 2013

Animali leggendari Valdost(r)ani

Ogni terra ha le sue storie, le sue leggende tuffate in ricordi antichi, tramandati di generazione in generazione. I racconti, la trasmissione orale di memorie, è qualcosa di eccezionale; ogni persona che la racconta, aggiunge qualcosa, arricchisce, inventa... Certo, la verità si perde, il ricordo originale viene stravolto, ma questo "arricchimento", ha permesso ad alcuni racconti meravigliosi di giungere fino a noi.
 
La Valle d'Aosta non fa eccezione: oltre ai soliti santi, maghi, streghe, diavoli, draghi e tutto il cucuzzaro di mostri ed eroi classici, vi sono alcune perle, animali leggendari sconosciuti ai più, ma decisamente bizzarri e degni di nota.
 
Partiamo dal più famoso: chi vive nei dintorni della Valle d'Aosta lo conosce. Il suo nome è Dahù: che potete trovare addirittura su Wikipedia!
  
  
Al Dahù sono intitolati alberghi, gare di corsa in montagna e di mountain bike, rifugi e ogni altra cosa possa attirare turisti. Ognuno ha la sua particolare descrizione su questo bizzarro essere: tutti però sono concordi su quella che è la sua caratteristica principale, ovvero quella di avere le zampe di un lato del corpo più corte. Questo gli consente di stare comodamente in piedi sul crinale della montagna: vantaggio, che tuttavia gli può causare qualche imbarazzo. Sentite infatti, qual'è il miglio metodo (copio incollo da wiki), per catturare un Dahù.
 
"La tradizione vuole che esista un sistema molto facile ed efficace per catturarlo: bisogna sorprenderlo alle spalle e urlare ad alta voce "DAHU", e quindi l'animale, molto curioso di sua natura, si gira per vedere chi lo ha chiamato e - trovandosi improvvisamente con le zampe più corte sul lato a valle - si gira e cade. Pare, secondo alcuni, che la cattura del Dahu dia i migliori frutti se fatta di notte, in compagnia di una ragazza."
  
Donne! Non esistate! Fatevi avanti e partiremo di notte sui pendii della mia mitica terra, a caccia di Dahù!
 
ps: secondo i racconti del mio villaggio, alcune specie di Dahù avrebbero addirittura le ali!
 
 
 
Ma proseguiamo nella rassegna degli animali Valdost(r)ani.
Molto meno conosciuto, assolutamente "Made in Aosta Valley", non posso non fare riferimento al "Grep". Qui il tono cambia decisamente: non siamo più nell'ambito del curioso, coccoloso e mite Dahù. Il Grep è decisamente un mostro, di quelli da notte del terrore.
 
Non si ha idea di come sia questo mostro: nessuno è mai sopravvissuto ad un suo incontro. Abita gli spazi angusti dei "Ru". I Ru sono dei canali, scavati nel medio-evo per portare l'acqua ai villaggi ed è proprio lungo questi canali che il terribile Grep, provenendo dai fiumi, ha raggiunto i villaggi. Tutto ciò che si sa del Grep è questo, che ha dei terribili artigli, con cui ghermisce i bambini incauti che si avvicinino troppo all'acqua... Eh sì, il Grep è un rapitore di bambini: e cosa faccia loro dopo averli catturati è un mistero.
 
 
Nel mio comune, sono ben due i canali: il "Ru Herbal", canale inferiore e il "Ru d'Arlaz". Ognuno col suo terribile Grep. Eppure, a contrastare questa forza del male, esiste per fortuna una forza del bene: sul dirupo roccioso che domina il comune di Challand Saint Anselme, è ben visibile una figura. Osservando il dirupo da lontano, soprattutto quando il sole la colpisce, è possibile distinguere chiaramente una bianca figura di donna: conosciuta come la Madonna di Orbeillaz (il villaggio in cui passa il Ru d'Arlaz), si dice che vegli sui bambini che vivono sotto il suo sguardo.
 
Infatti, non si è a conoscienza, a memoria di uomo o di racconti o di carte, che nessun bambino nei villaggi di Orbeillaz e Pesan (il villaggio inferiore attraversato dal Ru Herbal), sia mai stato rapito dal Grep.
 
Ora, la storia del Grep me la raccontava mia nonna quando ero piccolo piccolo, per far sì che non mi avvicinassi incautamente al canale: ma io ci caddi lo stesso... I canali, i Ru, ora passano coperti attraverso il paese, ma una volta erano scoperti e il sentiero di terra battuta li costeggiava senza alcuna protezione: i bambini giocosi e vivaci, correvano qua e là liberi tutto il giorno.
  
Quindi quella del Grep è solo una storia raccontata per tenere i bambini lontani dal pericolo... forse...
 
ps: con mio padre e mia sorella, ho scalato il dirupo su cui si vede la figura femminile e ho raggiunto proprio la "figura". Cosa vi trovammo, però, è un'altra storia, che forse un giorno racconterò ;)
 
pps: farò una foto alla "figura" e la posterò qui. abbiate pazienza, ora non trovo la foto che avevo fatto tempo fa.